mercoledì 30 dicembre 2009

L'Olanda come non l'avessi mai lasciata (parte 2)

sono ritornata nel paese dei mulini a vento, del vento contro, della lingua che non è una lingua but a throat desease, del pane che ammuffisce invece che indurirsi, degli aerei che partono 8 ore in ritardo e mi fanno perdere notti di sonno e di tango.


E di Ronald, semisconosciuto professore di matematica che si è procurato le chiavi della casa di Jeanin (sconosciuta professora) dove Lenny (professore conosciuto e amico, ma ora in Belgio) aveva lasciato le chiavi di casa sua. Ronald che mi è venuto a prendere alla stazione di Leiden alle 3.30 di notte ed ha portato me e i miei 30 kili di bagagli sulla sua bici fino a casa di Lenny per non farmi passare la notte in areoporto.

Quando si dice gentilezza, che dire poi gratitudine non è nemmeno abbastanza.


2 commenti:

Francesco ha detto...

Felice di apprendere che sei arrivata sana e salva!



E un po' di inquietudine per questo semisconosciuto... 0_o"

amelie in rosso ha detto...

sana salva stanca, distrutta da notti di tango, ripresa con mangiate, thè caldo, pesce fritto al mercato, ultimi giorni di vacanza, lezioni di bandoneon. Che bello che sei passato.