lunedì 29 luglio 2013

Libri Clandestini


El Pacino, Aniv Delarev, Yghor Kowalvsky. Vi stimo e presto (e già) vi copio.
Raccolgono carta dal mondo e la rendono libro.
Questo è sempre stato il destino immaginato dei mille pezzi di carta che raccolgo e conservo.

Per i pigri, l'articolo di repubblica:
http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/07/29/foto/libri_finti_e_clandestini_riciclare_la_carta_diventa_un_arte-63891947/1/#1
Per i curiosi, il loro blog:

http://librifinticlandestini.tumblr.com

mercoledì 26 giugno 2013

Brilliant :-)

Disco-funk evolution

giovedì 14 febbraio 2013

Neve

Non si vede il lago questa mattina. Il panorama di Lausanne ha lo stesso colore delle case, delle strade, della gente. Una tazza di latte ghiacciato rovesciata sopra la città, premuta giù.
They keep refilling it, it keeps falling. A volte dimentico l'italiano, e i colori delle cose.

lunedì 21 gennaio 2013

lunedì 3 settembre 2012

embrace moi, un anno dopo


Abbraccio, abbraccio, abbraccio!
Abbraccio, che poi è un incrocio di braccia, uno stralcio d'affetto. 
Va bene, l'aspetto. Abbocco, lo bracco (oppure mi stacco, io scappo sempre).
L'abbraccio è una croce, calore sommesso fumante di braci.
O di baci
se piaci

(anche se spesso l'abbraccio è una boccia di vetro. se appoggi la bocca diventano cocci)

lunedì 6 febbraio 2012

Dall'altra parte del mondo c'è Montreal.

Padova è camminare in un tunnel di cuscini.

Tutto morbido

tutto bianco,

anche le pieghe nere della stoffa sono pieghe nel bianco alla fine, è la solita storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.


Ci sono tutti i cuscini ed è tutto morbido e tutto bianco e anche c'è chi ogni giorno torno a casa e mi compra il detersivo sbiancante.

Il dentifricio sbiancante, la spugnetta antipolvere, il filo interdentale, l'ammoniaca nella scatola bianca che macchia la manica.

La lavatrice no, quella no che poi le mutande finiscono nel *tunnel dei vestiti dimenticati* e non abbiamo ancora scoperto da dove si esce da quello, ma il ferro si, anche l'asse, se chiedo stira i vestiti senza una piega e compra l'ammorbidente e i sacchetti dell'aspirapolvere che mancano sempre in una casa dove il salotto è un tavolo da ping pong, e l'aspirapolvere è tutta la pulizia.


Insomma, non è un cattivo tunnel.

Poi è un tunnel fatto bene, di quelli tutti chiusi ma che c'è una direzione di uscita.

Dritta davanti, fra tre anni prego di qui ora l'ingresso del tunnel senza uscita, biglietto-solo-andata.

Fra tre anni. Prima c'è ora, *l'intanto*.

L'intanto e l'incanto a Padova non fanno poi tanto rima però.

Forse perchè se la facessero non la sentirei.


A Padova mi sento un po' sorda.


Cammino tra i cuscini del tunnel e penso che si, come è morbido qui, ma non sento niente, c'è il mondo fuori? Uuuhh uhuuuhuuhu?


Ogni tanto ci faccio a cuscinate, con il tunnel.

Non è una vera lotta.

Rido magari, mentre i cuscini esplodono ricoprendomi di piume, ricoprendo tutto di piume.

Ed è tutto morbido.

Tutto bianco.


Dormo sulle piume senza sentire un rumore del mondo vero.


E pensare che vorrei dormire sul cemento, nel grigio, e dovermi tappare le orecchie per non sentire tutta quella vita che urla.


lunedì 30 gennaio 2012

domenica 29 gennaio 2012

30anni / edit

ho vinto un dottorato a utrecht

ho preso un dottorato a Padova.

sabato 28 gennaio 2012

oceano mare#1


at night i miss you more.
at night there are some nights i miss you more than others.
moments, really. when i wake up. a nightmare, a dream, my room too hot. when i find the pig i share the bed with and speak to him and the language is you.
not often.
just at night.
half conscius, in the dark, I speak you. like if you were my language, like a way to call you.

wrong - i do call you.
you can't see the words in the dark.
if you don't show up, something else will. a pig, a dream, the morning.
but if it was you,
i'd like it more.

(please?)

venerdì 27 gennaio 2012