sabato 25 dicembre 2010
YGT life/1 - blizzard
martedì 28 settembre 2010
Nostalgie. Scoperta.
cushions behind


mercoledì 1 settembre 2010
Turku 2010 - quarta parte e ultima
E' l'escursione del sabato, un'isola di 30 metri di diametro, forse meno. Tramonto su un arcipelago incredibile, mare blu foreste verdissime saune di legno colorate, case come quelle delle principesse. Enormi navi scandinave dove gli scandinavi escono a fare il karaoke ubriaco, perchè una birra a Turku costa 7 euro ma sulle navi non paghi le tasse, e sulla nostra erano solo 4, che affare. Barbecue su quei quattro sassi battuti dal tramonto e dal vento, vento che entra dappertutto, ti costringe a masticarlo senza neanche fingersi salmone o patate, ti entra tra i denti senza passare dal piatto.Siamo solo 5, Boris e Stuart ed io e due ragazze che non sono mai state con noi. Camminiamo al buio in mezzo alla foresta per ritrovare il posto, siamo senza torce ma c'è il chiaro di luna, per me è già valsa la pena.
martedì 31 agosto 2010
Turku 2010 - terza parte
Giovedì pomeriggio è libero, chiediamo ai finnici suggerimenti su cosa fare. Turku è sul mare non è giornata da mare neanche con le saune. Ci suggeriscono questo che è chiuso.
Passiamo il resto della serata in silenzio a cercare di risolvere questi indovinelli davanti alla peggiore pizza che abbia mai mangiato:
Come rovinare una serata facendo sprofondare ognuno nell'asocialità:
- In inglese usando le lettere maiuscole ci sono solo cinque stati che non contengono lettere che abbiano circoli chiusi (come per esempio, O, B, P, ...). Quali? Non avevamo un atlante
- Sempre inglese e lettere maiuscole, ci sono solo 4 stati che contengono solo 1 vocale, Y non conta come vocale. Quali?
- Usando una ed una sola volta le cifre 1,3,4,6 e solo attraverso le quattro operazioni elementari (quindi, no potenze) come ottenere 24?
Non vale l'atlante, e fatemi sapere i tempi!
Ricorderò:
-I matematici che uno a uno sprofondavano nel silenzio quando riportavamo l'indovinello
-birra e giochi stupidi in pub (chi vuol essere milionario in finnico è stato l'apice), poi la corsa per prendere l'ultimo autobus. Troveremo la sauna chiusa ma rimaniamo io e Boris a parlare fino a notte inoltrata. Una bella energia, insieme con Michela è forse il più bel regalo della summer school. Anche se Michela è impagabile, mi mancherà tanto.
Boris sta finendo il primo anno di dottorato ed è sposato, e non era l'unico. Non è più strano, non mi sento più impaurita e incredibilmente giovane. C'è solo un po' di tristezza, forse rimpianto, per qualcosa che io non vedo vicina o possibile, ora.
Flowpark
Sono percorsi sospesi sugli alberi, sei totalmente imbragato, non succede niente. Ma sei a 10 o 20 o più metri d'altezza, e il tuo cervello non ci crede che non succede niente.
Il primo percorso è il più facile, ma scendiamo scossi, tutti più spaventati di quello che ci aspettavamo. Ci sono ponti tibetani, reti, liane, fili interdentali, teleferiche. Assi di legno vicine da camminarci sopra, assi di legno lontane che devi saltare, assi di legno ondeggianti che devi oscillare, assi magiche che si smaterializzano appena ci appoggi il piede, burroni, fosse delle marianne, buchi neri.
Una figata pazzesca, ora vorrei rifarlo senza la paura.
Lentamente ci abituiamo, ma poi scegliamo un percorso che si chiama 'the jump'. Di fatto, include un pezzo in cui devi saltare da un albero all'altro attaccato ad una corda tipo tarzan, ed un altro in cui con la corda devi lanciarti su una rete. Attacchi i moschettoni a quella liana artificiale ma devi saltare nel vuoto ed io sono terrorizzata, una delle cose più terrificanti degli ultimi anni.
Lo farò, ma esco emotivamente scossa, non riesco più a sopportare la paura e non ne farò altri.
Però ricorderò il sostegno di quei matematici semi sconosciuti, che mi aspettavano e facevano il tifo per me. E 'all you can eat' per sostituire la tensione con qualche quintale di grassi.
lunedì 30 agosto 2010
Turku 2010 - seconda parte
La prima impressione è il cibo. Si mangia ogni ora e mezza, colazione, merenda, pranzo, merenda, cena, snacks. Cibo schifoso. A pranzo è ancora accettabile, salmone e patate. Le insalate creative ma si impara presto a non rischiare, la curiosità è punita dal gusto. La cena invece un'avventura, sono gli avanzi del pranzo mescolati e tritati (letteralmente). Forse anche pre-masticati, chissà.
Useranno la stessa tecnica anche con la frutta del pranzo: il secondo giorno il dessert è una pappa arancione fosforescente. Crediamo sia la macedonia in scatola avanzata dal giorno prima che hanno tritato e che ci propinano con panna montata.
Per fortuna ci sono le colazioni, anche se gli ultimi giorni le perdo, il mio bioritmo scivola in avanti, vivo di notte. E per fortuna ci sono gli snack notturni, panini e insalata, accompagnamento perfetto alla birra. La prima sera ne comprano 240 lattine (ne verranno comprate molte altre, almeno un altro centinaio), più vino e whisky. La gente inizia a raggrupparsi sopra la collina a bere. Io timida - lo odio.
Sauna time
L'apertura arriva poi, con la piscina. Vinco la timidezza con il gioco e le mani, come a scout, come sempre.
C'è il gruppo delle ragazze della sauna, ridiamo insieme seguendo le istruzioni di una russa moglie di un professore che parla solo olandese, ci insegna che in sauna dobbiamo essere nude, asciutte, con i capelli coperti, ci insegna riti mentre suo marito di là batte i ragazzi con rami di betulla.
Forse vedersi nudi la prima sera frustrandosi con rami d'albero ha aiutato la sintonia.
E poi c'è la piscina, con i ragazzi dentro. Giochiamo una sorta di 5 passaggi 1 punto, solo senza i 5 passaggi, e senza il punto. Si va avanti in eterno, maschi contro femmine. Io sono sempre dentro, mi chiamano maschiaccio, ma con rispetto.
Piscina e sauna, piscina e sauna. Aspettiamo questo rito tutto il giorno, tutti i giorni, ci è mancato nel pomeriggio libero che abbiamo passato in centro.
La piscina è gelata, ci stiamo ore. Fino alle dieci il lunedì, fino a mezzanotte a giocare il martedì e mercoledì, fino alle due il venerdì. Quando esco non ho più pelle nelle mani, abbiamo così tanti lividi che sembra ci picchino. Dentro siamo tutti nemici, fuori ridiamo tantissimo (o no, il primo giorno sono anche volate sedie, tra discorsi di politica e litri di alchool).
Ricorderò:
- la sensazione di pelle liscissima dopo la sauna il primo giorno
- quando abbiamo deciso che era più bello essere tutti in una sauna, ed era ma micro-sauna femminile perchè era l'unica dotata di on/off, ed eravamo tutti spiccicati in quei 3 scalini, e c'era un finnico pazzo che sapeva ogni parola di ogni canzone stupida in ogni lingua, e buttava acqua ogni 5 secondi. Noi cotti urlavamo pietà, fuggivamo nella piscina gelata. Maledetto Sam che gli dava corda.
- gli odori. il profumo di pane quando si versa la birra nella sauna, il profumo di betulla
Mi sento in vacanza, non voglio andare via.
Le lezioni

Turku 2010 - prima parte
martedì 17 agosto 2010
di un anonimo e di un greco e di un disegnatore. e di tanti amici. Ovvero, un post di getto numero 2
camera nuova, ci saranno foto presto. c'è ancora luce, ma dormirò presto. da molto non scrivo e non ho nulla da scrivere.
che non sono felice di questo dottorato ma che devo cominciare per vedere, che mi piace camera mia, che utrecht non riesco neanche a vederla, che lignano mi ha lasciato il segno del costume che non avevo da anni, che non sto bene, che damiano è in argentina e pure la kizzy ed io?, che ho mangiato una pizza al trancio niente male, che ripenso alla casa lontana con i due ragazzi.
lancio richiami.
chi era l'anonimo che commentava all'inizio anagrammando la sua anonimità?
rimango curiosa.
e ripenso alle persone a cui scrivevo nel primo soggiorno olandese di quest'anno, delft ottobrina (si dice ottobrina?) nuova e piccola ma bellisima e solitaria e drammatica e spiazzante. alkis che mai passerà di qui con cui ci siamo scritti solo delft-atene, e mai, per esempio, padova-atene o leiden-atene. neanche atene-atene, anche se ci parlavamo da un sedile all'altro di una stessa macchina eravamo più lontani che in leidenatene. e k. ti leggo sempre. è che mi mancano tutte le parole ora per scrivere. che strano incontro quello. ti penso con tenerezza e nostalgia.
e poi chi c'è sempre. mamma e papà. e c., s., D, la m., A, mau e P. e nic stefano paolo paolo francesco. e chi è passato con un solo commento o una sola chattata.
mi manca la peppa. voglio un gatto.
lunedì 26 luglio 2010
Buscando cangrejos

vorrei poter prolungare il tempo per far durare l'incanto. controllare le navi, gli aerei, le camionette e le biciclette, chiuderti nell'ombra di tutte le strade strette con il fiato corto, o comprare il teletrasporto al supermercato, per raggiungerti e camminarti a lato, mano nella mano, dopo averti baciato.
concedetemelo. sto scegliendo una vita che non voglio.
giovedì 6 maggio 2010
Taboo (un pomeriggio in dipartimento)

Mancano. Mirco Buso che ha chiuso troppo presto, le litigate sull'aborto ascoltando De Andre', il foglietto con i punteggi di tresette in tre, briscola chiamata prima di lezione, lo scopone fino a notte inoltrata, anche se perdi 19 a 0 e diventi lo zimbello dell'intero dipartimento. Mancano le passeggiate a Santa Rita, Basilico che ruota, Yago che gioca, la Peppa che è sempre la mia selvatica principessa, la casa di Santa Croce. E lo scoutball calorico quando fuori e' pioggia e vento, che torni a casa ingrassato di 10 kg di fango, e la pizza o la sagra il venerdi' sera, l'alzabandiera la mattina, perfino la lattrina, la voce della bambina che ti tira per la manica per la progressione personale dopo attivita', che pagherei oro, ora, per rimandare il pranzo, e poterla fare qua.


