lunedì 3 settembre 2012
embrace moi, un anno dopo
lunedì 6 febbraio 2012
Dall'altra parte del mondo c'è Montreal.
Padova è camminare in un tunnel di cuscini.
Tutto morbido
tutto bianco,
anche le pieghe nere della stoffa sono pieghe nel bianco alla fine, è la solita storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.
Ci sono tutti i cuscini ed è tutto morbido e tutto bianco e anche c'è chi ogni giorno torno a casa e mi compra il detersivo sbiancante.
Il dentifricio sbiancante, la spugnetta antipolvere, il filo interdentale, l'ammoniaca nella scatola bianca che macchia la manica.
La lavatrice no, quella no che poi le mutande finiscono nel *tunnel dei vestiti dimenticati* e non abbiamo ancora scoperto da dove si esce da quello, ma il ferro si, anche l'asse, se chiedo stira i vestiti senza una piega e compra l'ammorbidente e i sacchetti dell'aspirapolvere che mancano sempre in una casa dove il salotto è un tavolo da ping pong, e l'aspirapolvere è tutta la pulizia.
Insomma, non è un cattivo tunnel.
Poi è un tunnel fatto bene, di quelli tutti chiusi ma che c'è una direzione di uscita.
Dritta davanti, fra tre anni prego di qui ora l'ingresso del tunnel senza uscita, biglietto-solo-andata.
Fra tre anni. Prima c'è ora, *l'intanto*.
L'intanto e l'incanto a Padova non fanno poi tanto rima però.
Forse perchè se la facessero non la sentirei.
A Padova mi sento un po' sorda.
Cammino tra i cuscini del tunnel e penso che si, come è morbido qui, ma non sento niente, c'è il mondo fuori? Uuuhh uhuuuhuuhu?
Ogni tanto ci faccio a cuscinate, con il tunnel.
Non è una vera lotta.
Rido magari, mentre i cuscini esplodono ricoprendomi di piume, ricoprendo tutto di piume.
Ed è tutto morbido.
Tutto bianco.
Dormo sulle piume senza sentire un rumore del mondo vero.
E pensare che vorrei dormire sul cemento, nel grigio, e dovermi tappare le orecchie per non sentire tutta quella vita che urla.
lunedì 30 gennaio 2012
Rosebush
venerdì 4 novembre 2011
namelogo
p.s. Per chi sa: l'immagine é innocente. Sono solo orgogliosa dell'idea.
lunedì 13 giugno 2011
martedì 17 agosto 2010
di un anonimo e di un greco e di un disegnatore. e di tanti amici. Ovvero, un post di getto numero 2
camera nuova, ci saranno foto presto. c'è ancora luce, ma dormirò presto. da molto non scrivo e non ho nulla da scrivere.
che non sono felice di questo dottorato ma che devo cominciare per vedere, che mi piace camera mia, che utrecht non riesco neanche a vederla, che lignano mi ha lasciato il segno del costume che non avevo da anni, che non sto bene, che damiano è in argentina e pure la kizzy ed io?, che ho mangiato una pizza al trancio niente male, che ripenso alla casa lontana con i due ragazzi.
lancio richiami.
chi era l'anonimo che commentava all'inizio anagrammando la sua anonimità?
rimango curiosa.
e ripenso alle persone a cui scrivevo nel primo soggiorno olandese di quest'anno, delft ottobrina (si dice ottobrina?) nuova e piccola ma bellisima e solitaria e drammatica e spiazzante. alkis che mai passerà di qui con cui ci siamo scritti solo delft-atene, e mai, per esempio, padova-atene o leiden-atene. neanche atene-atene, anche se ci parlavamo da un sedile all'altro di una stessa macchina eravamo più lontani che in leidenatene. e k. ti leggo sempre. è che mi mancano tutte le parole ora per scrivere. che strano incontro quello. ti penso con tenerezza e nostalgia.
e poi chi c'è sempre. mamma e papà. e c., s., D, la m., A, mau e P. e nic stefano paolo paolo francesco. e chi è passato con un solo commento o una sola chattata.
mi manca la peppa. voglio un gatto.
lunedì 26 luglio 2010
Buscando cangrejos

vorrei poter prolungare il tempo per far durare l'incanto. controllare le navi, gli aerei, le camionette e le biciclette, chiuderti nell'ombra di tutte le strade strette con il fiato corto, o comprare il teletrasporto al supermercato, per raggiungerti e camminarti a lato, mano nella mano, dopo averti baciato.
concedetemelo. sto scegliendo una vita che non voglio.
giovedì 6 maggio 2010
Taboo (un pomeriggio in dipartimento)

Mancano. Mirco Buso che ha chiuso troppo presto, le litigate sull'aborto ascoltando De Andre', il foglietto con i punteggi di tresette in tre, briscola chiamata prima di lezione, lo scopone fino a notte inoltrata, anche se perdi 19 a 0 e diventi lo zimbello dell'intero dipartimento. Mancano le passeggiate a Santa Rita, Basilico che ruota, Yago che gioca, la Peppa che è sempre la mia selvatica principessa, la casa di Santa Croce. E lo scoutball calorico quando fuori e' pioggia e vento, che torni a casa ingrassato di 10 kg di fango, e la pizza o la sagra il venerdi' sera, l'alzabandiera la mattina, perfino la lattrina, la voce della bambina che ti tira per la manica per la progressione personale dopo attivita', che pagherei oro, ora, per rimandare il pranzo, e poterla fare qua.
giovedì 24 dicembre 2009
L'altra neve

Chissà quel treno come sarebbe stato.
Vorrei intrecciare le rotaie in un tappeto di colori in bianco e nero e sederti accanto, lasciare l'imbarazzo depositarsi sul fondo di una tazza di caldo. Una tazza grande, perchè le parole che si leggono nei fondi abbiano più spazio per parlare.
mercoledì 18 novembre 2009
Vinavil

Cartone, colore, ritaglio, rivesto, la colla, combacio.
Poi preparo il pacchetto, che è la mia parte preferita)
martedì 17 novembre 2009
domenica 1 novembre 2009
GL(i)erpun
sognare del bosco, inciampare in un cespuglio e risvegliarsi con in testa un groviglio.

(Un miscuglio di idee, ma sembra un intruglio, e non sai cosa scegliere, ti spaventa lo sbaglio, mancare l'appiglio.
Non ti interessano, i bisbigli degli amici, la famiglia, l'affetto, infetto, infesta la testa, la festa, il pensiero leggero, pesante, falso, sincero. E' un gioco, ma è fuoco che prima è scintilla e ora divampa, e brucia la sterpaglia per migliaia di miglia, che diventa vermiglia, e prima era gialla. Anche il sole era giallo, ora è abbagliante, e il pensiero leggero, pesante, s'incaglia, ritorna cespuglio)
Girovagando: luminosi e bellissimi invece i suoni di Francesco.
domenica 27 settembre 2009
la testa tra le nuvole

sabato 19 settembre 2009
Rivendicazione
lunedì 14 settembre 2009
Mi presento confusa
Carta.
Forse l'amore più viscerale. Carta libri oggetto libro restauro acquerelli miniature illustrazioni pastelli sfumature buchi bianchi creazioni cartone tela vinavil carta da pacchi giornali incollati caffè pennello canalette fettuccia catenella rilievo spago telaio cannella e fette d'arancia. Carta. Libri. Parole.
Parole suono senso storia odore inchiostro inconscio imparo.
Ricordo la frase che chiudeva il trailer di Cento Chiodi. Tutti i libri del mondo non valgono un caffè, con un amico.
Di quel film ricordo l'atmosfera semplice, lentissima, della vita nuova. Mille film li ho amati (anche, soprattuto, solo) per l'atmosfera delle persone. le fate ignoranti e shortbus, saturno contro e lost in translation e agata e la tempesta. Mille altri, chissà perché cito questi cinque. Che poi mi è rimasta una sensazione e non so se ancora mi piacerebbero, se mi siano piaciuti allora.
Voglia di persone.
Anche filtrate, teatro e corpi e illustrazioni, ma persone e arricchirmi. Colore, Sbloccare, continuare a sentire, ricerca, Mi fa bene
Primo post intimo e irritante.
Forse in linea con la linea di me ultimamente (non che badi molto alla linea, ultimamente. Ma parlo del dentro). Ascoltarmi e buttarmi fuori.
Un post in un posto per me, anche se poi lo leggete voi.
che strana cosa un blog. Mi accogliete dentro gli occhi, giù per le pupille fino ai nervi e il cervello e forse più in là il cuore e l'anima o quello che c'è laggiù, però in realtà sono io che vi accolgo nella mia testa perché vi penso quando vi scrivo, alcuni, a turno, e vi mostro pensieri. Come una slideshow, adesso.
non astenetevi, perditempo







